Vita da m4m

La quiete prima della tempesta…

E’ un pò di tempo che mi sono volontariamente staccato un pò dal sito, per vedere che cosa sarebbe successo…beh…il silenzio mi sembra che regna sovrano, a parte qualche timido commento. Persone che hanno avuto la bici dal meccanico e che quindi non hanno ovviamente da raccontare nessuna uscita. Persone che escono ma che pensano bene di starsene zitte, visto che escono con il bitume, onde evitare (giuste) offese. Persone che è tanto che non montano in sella causa anziani-con-riflessi-e-vista-annebbiati-alla-guida-di-automobili.

Più che altro penso che sia la quiete prima della tempesta. Sono sicuro che ne vedremo delle belle quest’estate. Parecchie novità alle porte dei mad4mud: cambi clamorosi di categoria, nuovi acquisti interessanti appena fatti e chi invece, nello sviluppo generale regredisce, passando dal bene (mountain bike) al male (sostenendo che serve alla mountain bike): una bici da bitume che neanche chi l’ha fatta la vuole rivedere da tanto che è brutta.

Siamo a Giugno inoltrato, del sole e dell’afa neanche l’ombra per il momento. Per ora soltanto mud inutilizzato e non sfruttato a dovere. Presto si rientrerà nei giusti ranghi meterologici, i mad4mud riusciranno a tornare nei ranghi ciclistici corretti dopo questo periodo di sbandamento?

Vita da m4m

L’ EPIDEMIA!

Questo pomeriggio mi sono concesso un uscita tranquilla con la bici da bitume dopo il lavoro, tanto per sgranchirmi un pò… Parto da casa e decido di affrontare la salita di Massaciuccoli. Arrivo in cima e mi fermo giusto 5 min per riprendere un pò di fiato… Quand’ecco che dalla curva spunta uno strano figuro in bicicletta… Non è il solito bitumaro con la tutina sgargiante e la bici fiammante… è completamente vestito di scuro, sale con fatica… Mi insospettisco e gli scatto una foto col telefonino… Ma non riesco a trarre conclusione alcuna. La faccenda si fa sempre più misteriosa: mi nascondo dietro una frasca ed attendo il passaggio del bitumaro misterioso… è uno spilungone con una bandana in testa, e cavalca una vecchia bici dei tempi di Moser; quando scatto un altra foto non riesco a credere ai miei occhi!!! Salto fuori dal cespuglio e riconosco il mio amico Pierats anche lui ormai contagiato dal male più grigio di sempre! Chiedo spiegazioni, e lui… Beh… è proprio il caso Pierats che tu fornisca motivazioni plausibili a tutti i M4M!!!

Io intanto vorrei salutare un grande compagno di avventure, che sicuramente stasera sarà silurato (visto che è periodo) dal gruppo… Ciao Gianluca ci mancherai…

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Vita da m4m

Pump Track per i mad4mud?

Ho letto questa discussione e mi sono appassionato…sarebbe una cosa troppo ganza allenarsi su un Pump Track…dal video 1 (link in fondo al commento) si capisce quanto serve fare un allenamento del genere per migliorare anche lungo i sentieri, oltre ovviamente che divertirsi (senza rischiare niente)…costruirne uno non dev’essere facilissimo ma sicuramente sarebbe utile nonchè divertente…unico grosso problema il dove farlo…ci vorrebbe un terreno o qualcuno che ce lo può dare…

Video 1 - Video 2 - Video 3

Metto qualche foto per far vedere alcuni esempi di pump track…come si vede dall’ultima foto, per iniziare può essere anche molto semplice…

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Uscite

Crazy Old Man Track

E’ una calda domenica di fine maggio quando Actarus, Desmond e la nuova leva, nonchè prossimo mad4candidate, Air France detto Franz, decidono di avventurarsi alla scoperta di un nuovo percorso. Uno sguardo alla cartina del Cai e via in macchina verso Gombitelli. Parcheggiamo poco sopra il mitico compagno di merende Cerù, re dell’insaccato, dove sembrava iniziare un percorso. Decidiamo di scendere di li sebbene non ci siano i tanto sperati segnali del Cai e una volta pronti si parte. Il sentiero è largo un metro, un tornante due tornanti e prendiamo velocità fino a che……ci ritroviamo spersi nel bosco fra le piane e i temuti rovi, vorremo proseguire ma le condizioni non sono per niente buone così si inizia faticosamente a risalire i ripidi gradoni. Già stremati e un pò incazzati ci ritroviamo di nuovo alla macchina, scendiamo fino a Cerù via bitume e iniziamo a guardare intorno a noi…c’è un imbocco un pò largo che però sembra andare in una buona direzione, non convinti, come di consueto, chiediamo ad anziano del posto:

Desmond:<<Scusi? Sa dove porta questo sentiero? Noi ne cerchiamo uno che porti vicino a Montemagno..>>

Old Man:<<Questo qui…porta a Nocchi..però è pericoloso..io lo facevo quendo ero ragazzo e porta a Nocchi, però è dura..state attenti che è pericoloso..per andare a Montemagno c’è la strada, se andate giù di li state attenti, poi non dite che vi c’ho mandato io..>>

Capendo che probabilmente a quel gentile signore gli era venuto a far visita quel noto signore tedesco amico degli over 80 (Alzheimer), ci fidiamo comunque della sue memorie di baldo giovane rampante che portava le donne a fare all’amore sotto gli ulivi, e ci buttiamo. La strada da larga si fa improvvisamente molto stretta e ci ritroviamo in mezzo agli ulivi, qualche tratto tecnico e pericoloso, un pò di rocce; contenti del percorso ma molto diffidenti sul fatto che avesse una via d’uscita ci ritroviamo su una piana in mezzo ad un uliveto dove a meno che non ci volessimo suicidare e scendere dritti per quei ripetuti drop dovevamo risalire l’intero sentiero a piedi..A questo punto, molto incazzati iniziamo a risalire fino a che arrivati quasi in cima capiamo di non aver seguito il sentiero giusto perchè ad un bivio anzichè fare un tornantone abbiamo tirato a dritto. Finalmente la traccia giusta!! Con prudenza e a volte senza, arriviamo incredibilmente a Nocchi su un single track veloce in mezzo alla vegetazione con un finale da brivido con una serie di tornati strettissimi dove Actarus mette in mostra le sue doti di leader mentre Desmond cerca di domare con fatica la nuova Stinky incalzato anche da Franz. Seguiamo la strada e ci ritroviamo magicamente in fondo al Magno dalla parte di Camaiore vicino allo Spietato, uno sguardo agli orologi e subito uno sguardo d’intesa…iniziamo a salire il monte a pedali: Franz parte in solitaria non accorgendosi che gli altri erano ancora fermi a sistemare le selle, ma poco prima della metà della salita viene risucchiato da un Actarus in versione Pantani con un Desmond staccato di una cinquantina di metri. Alla madonnina giunge quindi il super maestro che sul finale stacca anche il giovane Franz che ha un fisico più da velocista con un affaticato e rutteggiante Desmond che sopraggiunge con 2 minuti di ritardo (o più..). Fra riffe e raffe si giunge all’inizio della Fangaia dove le bocche assetate finiscono l’unica bottiglia d’acqua… Si inizia a scendere…..ma poco dopo sul SaliScendiScanzaEdEntraNelleMegaPozzanghere Desmond buca e il trenino della felicità è costretto a fermarsi. Riparato il tutto grazie alla superfornita Actarusofficina si inizia a fare sul serio…veloci e molto molto freeride si percorre la Fangaia in men che non si dica fra salti appoggi e derapate…Galvanizzati arriviamo al single track di Marignana dove Actarus viene eguagliato in quanto a velocità da Franz nel primo tratto con Desmond ancora alle prese con la lunghezza della Stinky che gli ha dato tregua solo sulla fangaia. All’inizio del ripidone si intravede il maestro che scende con la sua solita facilità e velocità che lo caratterizzano ed un Franz azzardone (difetto di famiglia) che si impunta nel tratto più facile prendendo il volo e andando poi a scorticarsi la schiena su un albero in versione guardrail. Tutto facile invece per Desmond che in questo tratto riprende la confidenza con la Kona e si lancia a tutta birra sul suo tracciato preferito. La discesa continua tutta d’un fiato con Actarus che riprende il largo e Desmond esaltato che vorrebbe superare un Franz sofferente. Alla fine della fiera, cari companjeros, il supermegagiro è stato tanta roba ed è da rifare assolutamente per una reunion!! (magari a ottobre…………)

Mtb World

Circuito Superenduro: pronto il tracciato della Sprint di Sestola!

superenduro

- comunicato ufficiale -

Sestola 19 maggio 2008,

Si è svolto ieri l’ultimo sopralluogo da parte dello staff Superenduro per definire i dettagli del percorso della terza tappa del circuito Internazionale, seconda Sprint dopo la prova dello scorso weekend a Cumiana. L’ambiente naturale, la qualità dei percorsi e l’inserimento dell’impianto di risalita nel percorso rendono la gara davvero entusiasmante con circa 800 m di dislivello positivo ed oltre 1000 m di speciali cronometrate!

Franco Monchiero, direttore di gara del Circuito: “Le speciali di Sestola sono davvero entusiasmanti con tratti guidati alternati a sezioni veloci, peccato dover fare il direttore di gara, qui mi è tornata la voglia di risalire in bici. Mi farebbe davvero piacere essere tra quei gruppi di biker che pedalano in salita insieme parlando della prova appena conclusa e si ritrovano alla partenza della speciale successiva senza nemmeno accorgersene”.

Teatro delle operazioni sarà la stazione di Sestola, mecca della mountain bike sull’Appennino Modenese, che per anni ha accolto una tappa del campionato nazionale Dh e che rientra nel circuito delle competizioni Internazionali con il Superenduro.
Terza tappa dunque e caratteristiche ancora diverse per la gara di Sestola che si svolgerà su un giro di circa 22 km con due lunghe speciali e, novità assoluta, un mini prologo.

Veniamo al dettaglio con la prima novità, operazioni preliminari di iscrizione, verifica tessere e punzonatura dalle 9:00 alle 12:30 del 1 giugno in piazza a Sestola. Partenza fissata per le ore 13:30, novità che permetterà ai rider reduci dalla notte bianca di Sestola di presentarsi al via con le giuste ore di sonno per affrontare la gara. Questa vedrà i piloti impegnati in un prologhino ad appena 1 km dalla partenza. Una breve speciale fettucciata in un bosco vergine tutta da guidare per fare la prima scrematura, da qui lungo il percorso N°1 (Anello del Cimone) si attraversa la frazione di Roncoscaglia per raggiungere la seggiovia di Montecreto che farà guadagnare ben 500 m di quota ai rider per raggiungere, dopo circa 150 m di dislivello in salita pedalata, la partenza della prima (lunga) speciale: La Scaffa del Gatto. La “Scaffa” non ha bisogno di presentazioni, si tratta di uno dei più bei percorsi Freeride del comprensorio del Cimone che condurrà i piloti sino alla statale tra Montecreto e Sestola. Da qui la risalita pedalata sino a Pian del Falco per attaccare la seconda speciale che si snoda sul nuovo tracciato Freeride “Skinny Shark”, 2 km di pura adrenalina su un percorso che racchiude tratti di singletrack, sezioni new school ed alcuni passaggi stile north shore ma percorribili da tutti in piena sicurezza.

Tutte le informazioni su www.superenduromtb.com

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