Archive for the 'Uscite' Category

Uscite

Special(ized) mad4mud 4x day

LDC 10/07/2008, 13.30

 fresh_panorama

Eccomi arrivato. L’aereo è atterrato 2 ore fa. Sono in ufficio. La British Columbia ormai è un ricordo. Il caldo è insopportabile. L’aria è così umida che porto al guinzaglio Henry, il mio pesce rosso. Finalmente la mia scrivania. “Henry, stai a cuccia! Ora ho da fare! Tiè prendi e riporta ’sto stuzzicadenti!”. La mia segretaria ha pensato bene di lasciare le centinaia di scartoffie da sbrigare in ordine sparso, tanto chi se ne frega, ormai sarà già sdraiata su qualche spiaggia di Portocervo…puah! Dipendenti….chissà perchè li chiamano così, quando poi sei tu che alla fine dipendi da loro…

Ore 14,30

Già un’ora che sono in ufficio. Il caldo non mi da tregua. Henry boccheggia. Comprerò un condizionatore, prima o poi, lo giuro! Le scartoffie sembrano aumentare, Outlook continua a contare i messaggi non letti, il fax vomita fogli in continuazione…all’improvviso il cellulare suona. “Che strano, non ho impostato questa suoneria”. Infatti, promemoria. Poche parole ghiacciano la mia schiena meglio di un Daikin: PAGELLE USCITA MAD4MUD. “Non è possibile, me lo sono dimenticato. Nessun impegno è più gravoso di questo. Merita tutta la mia attenzione!”.

Ebbene si ragazzi, anche se impegnato a seguire le gesta dei raiders più forti del pianeta,  martedi 1° luglio pomeriggio, grazie ai potenti mezzi di striming ed a un elicottero posizionato sopra Pedona, sono riuscito a seguire la mini reunion dei mad4mud in quel di Pedona.

I nostri beniamini tranne l’iperlavorativo Desmond si sono ritrovati per dare vita ad un inaspettato trofeo monomarca Pedona 4x by Specialized. Il gruppo si è ritrovato alla chiesa dell’ormai famosissima città del friraid, con una coppia Noise & Dix che si è fatta aspettare non poco dai rampanti Pierats & Actarus che hanno preferito la risalita a piedi su sterrato alla risalita meccanizzata.

Le Pagelle:

DIX VOTO OTTO! Si presenta al cancelletto di partenza raggiante con una nuova fiammante Enduro Expert 2006 che è tutta un programma. Le sospensioni non sono tarate ma il suo talento basta a domare il terreno ormai docile del P4x . Parte nelle retrovie ma è da subito bagarre, non ci sta a farsi superare da nessuno. Alla prima curva volano già botte e spintoni, ma l’uomo con la testa più grossa del casco non si fa scoraggiare e si lancia all’inseguimento di un’infunato Actarus. Il dhx5 air gli permette di avere una spinta in più ma non riesce a infilare Noise che respinge ogni suo attacco fino a dover cedere alla fine alla superiorità del mezzo che vale a Dix il secondo posto assoluto. Incomincia a prendere le orme del Fresh fregandosene dell’amico tumefatto. MOLLEGGIATO!

NOISE VOTO NOVE! Lui e il suo P3 non si fanno impaurire da nessuno. Neanche se hanno una marcia sola. Anche perchè loro hanno una marcia in più! Parte in testa al gruppo, ma alla seconda curva deve cedere la prima posizione al Fresh che sembra avere una marcia in più. Si scatena nei tornantini, è emozionato e alla terza mansc si trova a dover sgomitare con un aggressivo Pierats che lo butta fuori strada. Resiste più di un accampamento di Galli alla furia biammortizzata di Dix che lo vuole passare in tutte le maniere. Deve cedere il passo per forza dopo che un ramo spinoso decide di strappargli i connotati facendogli sgorgare una quantita irrisoria di sangue. ASTERIX!

PIERATS VOTO SETTEEMEZZO! Come Sansone, via i capelli, via la forza. Il nostro Pierattengo parte sfiduciato da un terreno per lui insidioso, si lamenta per tutta la salita della sua bici che non riuscirà a tenere la strada. Non riesce a farsi forza. Neanche i consigli del Fresh lo svegliano. Sfodera una photo session che ha dell’incredibile per i suoi standard. Si ritrova alla prima mansc un po’ titubante, infatti non parte bene. Alla seconda mansc beffa tutti con una partenza a sorpresa che non dura più di pochi secondi e via di nuovo in fondo al gruppo. Prova ad alimentare la bagarre con un dritto che sa di fattoapposta, ma non serve a nulla. Sul finale lo incontriamo nelle vesti di dolce crocerossina a soccorrere un infortunato e sanguinante Noise. ATTARDATO!

ACTARUS VOTO NOVE! Riprende confidenza con la sua Demo dopo un lungo periodo di astinenza. La bagarre attizza la sua barra stima che ha bisogno di ricaricarsi e infatti riesce a sfoderare una bella discesa, seppur ricca di errori. Ottimo il sorpasso interno su Pierats e Noise che si picchiano. Sfrutta le gobbe per staccare le ruote da terra e conquistare la prima posizione. VELOCIPEDE!

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ps by Noise: all photos by PieratsHandshakeStabilizedByNikon

Uscite

Crazy Old Man Track

E’ una calda domenica di fine maggio quando Actarus, Desmond e la nuova leva, nonchè prossimo mad4candidate, Air France detto Franz, decidono di avventurarsi alla scoperta di un nuovo percorso. Uno sguardo alla cartina del Cai e via in macchina verso Gombitelli. Parcheggiamo poco sopra il mitico compagno di merende Cerù, re dell’insaccato, dove sembrava iniziare un percorso. Decidiamo di scendere di li sebbene non ci siano i tanto sperati segnali del Cai e una volta pronti si parte. Il sentiero è largo un metro, un tornante due tornanti e prendiamo velocità fino a che……ci ritroviamo spersi nel bosco fra le piane e i temuti rovi, vorremo proseguire ma le condizioni non sono per niente buone così si inizia faticosamente a risalire i ripidi gradoni. Già stremati e un pò incazzati ci ritroviamo di nuovo alla macchina, scendiamo fino a Cerù via bitume e iniziamo a guardare intorno a noi…c’è un imbocco un pò largo che però sembra andare in una buona direzione, non convinti, come di consueto, chiediamo ad anziano del posto:

Desmond:<<Scusi? Sa dove porta questo sentiero? Noi ne cerchiamo uno che porti vicino a Montemagno..>>

Old Man:<<Questo qui…porta a Nocchi..però è pericoloso..io lo facevo quendo ero ragazzo e porta a Nocchi, però è dura..state attenti che è pericoloso..per andare a Montemagno c’è la strada, se andate giù di li state attenti, poi non dite che vi c’ho mandato io..>>

Capendo che probabilmente a quel gentile signore gli era venuto a far visita quel noto signore tedesco amico degli over 80 (Alzheimer), ci fidiamo comunque della sue memorie di baldo giovane rampante che portava le donne a fare all’amore sotto gli ulivi, e ci buttiamo. La strada da larga si fa improvvisamente molto stretta e ci ritroviamo in mezzo agli ulivi, qualche tratto tecnico e pericoloso, un pò di rocce; contenti del percorso ma molto diffidenti sul fatto che avesse una via d’uscita ci ritroviamo su una piana in mezzo ad un uliveto dove a meno che non ci volessimo suicidare e scendere dritti per quei ripetuti drop dovevamo risalire l’intero sentiero a piedi..A questo punto, molto incazzati iniziamo a risalire fino a che arrivati quasi in cima capiamo di non aver seguito il sentiero giusto perchè ad un bivio anzichè fare un tornantone abbiamo tirato a dritto. Finalmente la traccia giusta!! Con prudenza e a volte senza, arriviamo incredibilmente a Nocchi su un single track veloce in mezzo alla vegetazione con un finale da brivido con una serie di tornati strettissimi dove Actarus mette in mostra le sue doti di leader mentre Desmond cerca di domare con fatica la nuova Stinky incalzato anche da Franz. Seguiamo la strada e ci ritroviamo magicamente in fondo al Magno dalla parte di Camaiore vicino allo Spietato, uno sguardo agli orologi e subito uno sguardo d’intesa…iniziamo a salire il monte a pedali: Franz parte in solitaria non accorgendosi che gli altri erano ancora fermi a sistemare le selle, ma poco prima della metà della salita viene risucchiato da un Actarus in versione Pantani con un Desmond staccato di una cinquantina di metri. Alla madonnina giunge quindi il super maestro che sul finale stacca anche il giovane Franz che ha un fisico più da velocista con un affaticato e rutteggiante Desmond che sopraggiunge con 2 minuti di ritardo (o più..). Fra riffe e raffe si giunge all’inizio della Fangaia dove le bocche assetate finiscono l’unica bottiglia d’acqua… Si inizia a scendere…..ma poco dopo sul SaliScendiScanzaEdEntraNelleMegaPozzanghere Desmond buca e il trenino della felicità è costretto a fermarsi. Riparato il tutto grazie alla superfornita Actarusofficina si inizia a fare sul serio…veloci e molto molto freeride si percorre la Fangaia in men che non si dica fra salti appoggi e derapate…Galvanizzati arriviamo al single track di Marignana dove Actarus viene eguagliato in quanto a velocità da Franz nel primo tratto con Desmond ancora alle prese con la lunghezza della Stinky che gli ha dato tregua solo sulla fangaia. All’inizio del ripidone si intravede il maestro che scende con la sua solita facilità e velocità che lo caratterizzano ed un Franz azzardone (difetto di famiglia) che si impunta nel tratto più facile prendendo il volo e andando poi a scorticarsi la schiena su un albero in versione guardrail. Tutto facile invece per Desmond che in questo tratto riprende la confidenza con la Kona e si lancia a tutta birra sul suo tracciato preferito. La discesa continua tutta d’un fiato con Actarus che riprende il largo e Desmond esaltato che vorrebbe superare un Franz sofferente. Alla fine della fiera, cari companjeros, il supermegagiro è stato tanta roba ed è da rifare assolutamente per una reunion!! (magari a ottobre…………)

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Dentro il tunnel - Il Sentiero

Sabato 17 Maggio 2008, ore 8.15. Parto da casa, sotto un acqua battente, con due zaini, uno davanti con i vestiti puliti di ricambio e uno dietro, con tutto il necessario per la battaglia, casco, protezioni e attrezzi vari. Arrivo al punto di ritrovo con Valanga già mezzo, carichiamo la bici e partiamo per il ritrovo generale a Ponte a Moriano. Sotto un acqua battente un bel gruppetto di persone si sono ritrovate con le bici in macchina pronte a solcare i sentieri appenninici. Qualcuno purtroppo decide di abbandonare la comitiva già in partenza, a causa della pioggia che sembra non concedere tregua. Così il gruppo per l’impresa che Tiziano “Pazzo di Lucca” ha organizzato per questa giornata è composto da 7 biker: Leo, Davide, il Secco, Gian Nicola, Tiziano, Enrico “Valanga” ed io. Il trasferimento in macchina è lungo, visto che dobbiamo andare fino a Pracchia, dopo San Marcello Pistoiese, ma passa in tranquillità fra discorsi vari, rockeggiamenti del Pazzo con gli Iron Maiden e una sbandata di un marocchino in automobile davanti a noi. Giunti alla stazione di Pracchia, scarichiamo le nostre compagne e ci prepariamo alla lunga ascesa. Pronti via e la strada si fa subito in salita, su asfalto con pendenze costanti. Il gruppo si divide presto, con i più allenati a fare l’andatura e i meno allenati, io e Valanga, che vengono scortati da Tiziano. Chiaccherando e scherzando sul più e meno arriviamo all’inizio della salita sterrata. Inizio a soffrire parecchio, con la bici che non mi da tregua con tutte quelle vibrazioni e le gambe che iniziano a farsi sentire per la stanchezza. Procediamo piano piano io e Valanga, a volte scendo e mi riposo camminando con la bici a spinta. E’ un pò un calvario per me, mi dispiace perchè rallentiamo il gruppo degli allenati, che ogni tanto si fermano e ci aspettano. La bellezza dei boschi che ci circondano è incredibile. Il verde vivace delle foglie, il rosso delle foglie in terra e la nebbia bianca creano un mix di colori incredibile. Il silenzio e la maestosità di questi luoghi rilassano e allietano la fatica per la salita. Piano piano, bevendo, mangiando e facendo soste abbastanza regolari, riusciamo a raggiungere finalmente l’inizio dell’irto single track che ci condurrà al rifugio Porta Franca, nostra tappa per ristorarci e riposarsi prima di dare l’assalto finale alla vetta. Il rifugio è a pochi metri di distanza, ma il sentiero è viscido e molto ripido e ci costringe a salire con le bici in spalla. Una mazzata per me e per le mie gambe che già avevano sofferto parecchio nella salita pedalata. Arrivati al rifugio, ci fermiamo davanti al fuoco acceso all’interno e ci rifocilliamo un pò, con una crostata, un caffè o un tè preparati dal gentile signore del rifugio. Foto di gruppo ormai di rito nel giro dell’Appennino Libero, nella stanza fredda sotto il rifugio, e via di nuovo con la mountain bike a spinta su per un sentiero roccioso, a volte molto esposto e con un pò di neve residua. Il continuo saliscendi è il colpo finale alla mia energia…arriviamo finalmente in cima, a quota 1660 metri. Il crinale della montagna ci accoglie con un vento molto forte e con le nuvole scure che non ci permettono di ammirare il bellissimo paesaggio intorno a noi. Siamo comunque tutti euforici, sta per iniziare la lunghissima discesa, partendo dai prati della vetta per poi entrare nei bellissimi boschi di queste montagne. Il primo tratto di discesa è galvanizzante, scendiamo molto forte (almeno per i miei standard), il fondo di foglie bagnate tiene e permette di osare. Riesco a fare qualche curva in controsterzo voluto, cosa che non mi era mai riuscita prima d’ora. Sono al massimo dell’euforia, sono stanchissimo ma la bellezza del sentiero e il divertimento mi fa passare tutto. Ci fermiamo in fondo al primo tratto di discesa, urlo dalla felicità, ci diamo il “cinque” e ci scambiamo le pacche per questo primo tratto fatto “a tutta”. Alziamo di nuovo le selle, un altro breve tratto di salita ci aspetta. Pedaliamo, spingiamo, chiacchieriamo. Passa anche quest’ultima fatica. D’ora in poi solo discesa, fino alla fine. Scendiamo in fila, cercando di non scivolare sulle radici bagnate e nascoste sotto le foglie. Il sentiero è vario, a volte velocissimo e a volte molto lento, con delle curve in sequenza. Qualche volta si provano linee diverse tra gli alberi, qualche volta si scivola sulle radici per fortuna senza conseguenze. Scendere tutti insieme a quelle velocità, tra gli alberi che ci circondano, è una sensazione bellissima. Siamo tutti euforici. Arriviamo ad un nuovo tratto, con dei tornantini in sequenza, un toboga su erba bellissimo e poi di nuovo giu in mezzo al bosco. Nonostante sia senza forze, vorrei che questa discesa non finisse più. Le ultime curve in derapata, gli ultimi tornantini e siamo di nuovo alle macchine. Stanchi morti, ma appagati. Mi rendo conto di aver vissuto una giornata diversa in sella alla mia mountain bike, un modo di vedere questo sport diverso da quello con cui l’ho visto fino ad ora. Escursionismo e divertimento messi insieme. Mi sto rendendo conto a qualche giorno dall’uscita, che quello che mi ha detto Tiziano è proprio vero: “Benvenuto nel tunnel”. Un tunnel in cui non si pensa ad altro che alla prossima grande uscita.

posto le bellissime foto fatte da Tiziano

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Mad o Mud?

“Mad o Mud

questa è la domanda…”

Così avrebbe esordito un amletico Actarus Cereghini se avesse assistito alla prova epica che i 4 biciclettari dell’apocalisse hanno affrontato ieri!

Tutto è nato da un’idea del grande Actarus che, emozionato per l’acquisto dei freni, ha subito proposto un’uscita quasi di routine: salita sul Magno a pedali, discesa su fangaia e Marignana e rientro a casa. Chi non avrebbe accettato una simile uscita pur di far contento il bimbo con i suoi nuovi giocattolini?!? E così, hanno risposto positivamente alla chiamata i ben noti ritardatari Dix e Pierats e uno special guest d’eccezione: Mario, il proprietario del mad4van!!!

Tutto sembrava normale: la giornata, contrariamente alle previsioni meteo, volgeva al tempo bello, i freni erano arrivati in mattinata, quindi tutto era a posto!

Parcheggiata la macchina a Marignana, la giornata ha cominciato, però, a prendere una brutta piega… Non c’è stato nemmeno il tempo di mettersi a sedere sul sellino che si è levato un vento fortissimo. Il cielo si è oscurato, e in meno di 2 minuti è scoppiato l’inferno: tuoni, lampi, fiumi di pioggia e un vento incredibile si sono abbattuti sui 4 bikers come se fosse il giudizio universale! Purtroppo per un Pierats Coniglio, gli altri 3 si sono eccitati ancora di più all’idea di uscire con un tale diluvio monsonico, e così è iniziata la scalata del monte Magno, fra un fulmine e l’altro che squarciavano la conca camaiorese. Mario, Bottecchia_munito, si è dimostrato un campione nella scalata e in pochi secondi è scomparso alla vista degli inseguitori. Actarus e Dix hanno trovato un buon ritmo, avvantaggiati dalla solita euforia che solitamente cattura Dario nelle grandi occasioni. Pierats cuor di coniglio, sempre più intimorito dal tempo che sembrava quasi peggiorare, stressato dalle chiamate dei familiari che, disperati, gli intimavano di rientrare a casa, e appesantito dalla tozza Big Hit, ha messo il rapporto più agile e con passo costante è stato abbandonato al suo destino sulla salita del Magno (sigh).

Giunti in cima al Magno i gruppetti si sono mescolati: da una parte gli esagitati Mario ed Actarus che montavano come delle cavallette sulla salita che porta alla fangaia, dall’altra i grandi amici Dix e Pierats che, aiutandosi l’un con l’ altro, hanno proseguito l’uscita nel segno dell’amicizia e della collaborazione!

Sulla fangaia si è subito distinto l’eroe del giorno: Mario! In sella ad una minore Bottecchia (che con il giusto manico si difende benissimo) ha affrontato temerariamente le ignote acque delle pozzanghere di fango, affondando fino alle gambe nella melma ma mantenendosi sempre sui pedali! Con grande destrezza ha seguito Actarus lungo la discesa, seminando i cauti Pierats e Dix che ieri hanno fatto una discesa un po’ fuori dai soliti canoni.

Nel tratto di risalita per raggiungere il percorso di Marignana, si sono riformati i gruppetti come prima: Mario e Dario si sono volatilizzati, mentre Pierats si è preso cura di un indifeso Dix che si era scordato la mascherina a casa ed era accecato dagli schizzi di fango.

Sul sentiero di Marignana i distacchi si sono ridimensionati, anche perchè Mario è stato sabotato dai freni finiti della Bottecchia! Arrivati al ripidone, Actarus ha affrontato con la solita semplicità il passaggio tanto temuto. Pierats, dopo aver provato una variantina molto più friendly, ha sceso a piedi l’ultimo tratto di ripido. Mario, che era a ruota di Pierats, stava per tentare anche l’ultimo tratto di ripido quando Actarus, forse temendo che la sua leadership potesse essere messa in discussione, gli ha detto:

“Ma non hai nemmeno il casco”.

Mario, dopo questa frase, ha riacquistato il senno ed è sceso anche lui dalla bicicletta, ma se dario non avesse parlato ora saremmo sicuramente a raccontare un’altra storia! Dix, in panne, ha affrontato a piedi il tratto, soprattutto a causa delle ferite ancora troppo recenti della caduta a Compignano.

Il resto del percorso è stato fluido, con un Pierats che ha affermato la sua seconda posizione nella comitiva, con Mario che lo marcava stretto.

Quando l’uscita ormai volgeva al termine, nella variante per tornare alla macchina, Pierats, conscio che il morale di Dix fosse sotto i piedi per la sua prestazione sottotono, ha deciso di regalargli una scena indimenticabile! Così lo ha aspettato e quando i due erano a ruota gli ha detto:

“Stai a vedere ora come ciardo!”…

Detto fatto:…svoltina a sinistra…contropendenza…la bici si intraversa…il terreno frana perchè melmoso…Pierats apre un varco di 3 metri per 3 nei rovi… :( La missione è riuscita perfettamente: Dix si è piegato in due dalle risate e per qualche istante non è riuscito nemmeno a soccorrere il compagno impossibilitato a muoversi dentro a tutte quelle spine! Meno male che almeno Dix era presente a questa scena, sennò Pierats sarebbe ancora laggiù ad aspettare la mano di un amico per poter uscire da quella prigione! Fortunatamente la caduta non ha avuto conseguenze negative e il vincitore del Ciard Contest, Pierats, ha potuto festeggiare il successo di tappa!

 

A questo punto viene da chiedersi: con il finimondo che si è scatenato su di noi, siamo più pazzi o più fangosi??? Giudicate voi, il mio parere penso che sia chiaro senza che lo scriva esplicitamente!

Uscite

Ciardin’ in the rain

Un lunedi pomeriggio grigio, senza grosse pretese… Ho una mezza idea di un uscita, ma piove. Quand’ ecco che sul web si affaccia Mastro Pierattoni che è in giornata di grazia e non deve aver molto da fare… Dopo avermi tirato il pacco per la arsellata mattutina, decide di rifarsi e di muovere il culone in direzione Lucca per aggregarsi alla pazza idea maturata alle 18 e 30!

Alle ore 19 il Pierattoni mi appare sulla 206 di Nonno Pierats, con la vecchia Decathlon smontata in bauliera… Tempo di riassettarsi e partiamo… La nuova Norco è uno spettacolo con la 66 di fresco montata… E come optional la bici monta anche un movimento centrale speciale che ad ogni pedalata emette un simpatico cinguettio di usignolo, che allieta le orecchie dei ciclisti…

La salita verso il monte Quiesa procede lenta ma costante, con un Pierats a battere la strada ed un Dix a ruota mai domo nonostante il cancellone sotto il sedere… La prima sosta pipì è d’ obbligo sul GPM; ancora qualche metro di dislivello e comincia il tratto sterrato: Incoraggiato dalla “nuova” Marzocchi parto a bomba… Percorro le prime curve ad una velocità mai vista, la forcella reagisce perfettamente alle sollecitazioni del terreno… Mi fermo, aspetto Pierats che procede con cautela, gli confido che senza protezioni non mi sento molto sicuro, ma che sono entusiasta!

Detto fatto: riparto con la stessa enfasi, quand’ ecco che dopo pochi metri, su un tratto veramente facile all’improvviso la ruota anteriore mi scivola… Non posso far nulla, la velocità è tale da non permettere margini d’errore: BORDA NELLA CIOCCOLATA (antica espressione carrarina)! Il gomito e l’anca sbattono sul terreno e ci sfregano per qualche metro… Per qualche secondo non rifiato dal dolore! Non riesco ad alzarmi e mi accascio su un lato e guardo la bici congestionata su di se… Dopo poco arriva il mio compagno che dapprima pensa ad uno scherzo, poi si accorge delle conseguenze e non capisce come sia potuto volare su quel tratto!

Dopo qualche minuto e le cure amorevoli della Pieratta mi rialzo e proseguo la discesa timoroso come un gattino appena nato, dietro anche al prudente rider di casa Decathlon.

Pochi Km di sofferenza mi dividono dall’arrivo, che fortunatamente è casa Baganelli.

Anche oggi posso dire di essere soddisfatto, plurivincitore del ciard contest, ma fiducioso in un mezzo ancora più valido dopo l’upgrade, e della consapevolezza che ogni caduta insegna qualcosa… ancor di più se lascia il segno…

Ringrazio la Pieratta che per una volta ha messo da parte ogni timore e si è aggregato a questa pazza uscita… e… porca puttana domani mi vado a comprare quei cazzo di pantaloncini protettivi!!!!!!!!!!

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