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Vita da m4m

L’ EPIDEMIA!

Questo pomeriggio mi sono concesso un uscita tranquilla con la bici da bitume dopo il lavoro, tanto per sgranchirmi un pò… Parto da casa e decido di affrontare la salita di Massaciuccoli. Arrivo in cima e mi fermo giusto 5 min per riprendere un pò di fiato… Quand’ecco che dalla curva spunta uno strano figuro in bicicletta… Non è il solito bitumaro con la tutina sgargiante e la bici fiammante… è completamente vestito di scuro, sale con fatica… Mi insospettisco e gli scatto una foto col telefonino… Ma non riesco a trarre conclusione alcuna. La faccenda si fa sempre più misteriosa: mi nascondo dietro una frasca ed attendo il passaggio del bitumaro misterioso… è uno spilungone con una bandana in testa, e cavalca una vecchia bici dei tempi di Moser; quando scatto un altra foto non riesco a credere ai miei occhi!!! Salto fuori dal cespuglio e riconosco il mio amico Pierats anche lui ormai contagiato dal male più grigio di sempre! Chiedo spiegazioni, e lui… Beh… è proprio il caso Pierats che tu fornisca motivazioni plausibili a tutti i M4M!!!

Io intanto vorrei salutare un grande compagno di avventure, che sicuramente stasera sarà silurato (visto che è periodo) dal gruppo… Ciao Gianluca ci mancherai…

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Uscite

Ciardin’ in the rain

Un lunedi pomeriggio grigio, senza grosse pretese… Ho una mezza idea di un uscita, ma piove. Quand’ ecco che sul web si affaccia Mastro Pierattoni che è in giornata di grazia e non deve aver molto da fare… Dopo avermi tirato il pacco per la arsellata mattutina, decide di rifarsi e di muovere il culone in direzione Lucca per aggregarsi alla pazza idea maturata alle 18 e 30!

Alle ore 19 il Pierattoni mi appare sulla 206 di Nonno Pierats, con la vecchia Decathlon smontata in bauliera… Tempo di riassettarsi e partiamo… La nuova Norco è uno spettacolo con la 66 di fresco montata… E come optional la bici monta anche un movimento centrale speciale che ad ogni pedalata emette un simpatico cinguettio di usignolo, che allieta le orecchie dei ciclisti…

La salita verso il monte Quiesa procede lenta ma costante, con un Pierats a battere la strada ed un Dix a ruota mai domo nonostante il cancellone sotto il sedere… La prima sosta pipì è d’ obbligo sul GPM; ancora qualche metro di dislivello e comincia il tratto sterrato: Incoraggiato dalla “nuova” Marzocchi parto a bomba… Percorro le prime curve ad una velocità mai vista, la forcella reagisce perfettamente alle sollecitazioni del terreno… Mi fermo, aspetto Pierats che procede con cautela, gli confido che senza protezioni non mi sento molto sicuro, ma che sono entusiasta!

Detto fatto: riparto con la stessa enfasi, quand’ ecco che dopo pochi metri, su un tratto veramente facile all’improvviso la ruota anteriore mi scivola… Non posso far nulla, la velocità è tale da non permettere margini d’errore: BORDA NELLA CIOCCOLATA (antica espressione carrarina)! Il gomito e l’anca sbattono sul terreno e ci sfregano per qualche metro… Per qualche secondo non rifiato dal dolore! Non riesco ad alzarmi e mi accascio su un lato e guardo la bici congestionata su di se… Dopo poco arriva il mio compagno che dapprima pensa ad uno scherzo, poi si accorge delle conseguenze e non capisce come sia potuto volare su quel tratto!

Dopo qualche minuto e le cure amorevoli della Pieratta mi rialzo e proseguo la discesa timoroso come un gattino appena nato, dietro anche al prudente rider di casa Decathlon.

Pochi Km di sofferenza mi dividono dall’arrivo, che fortunatamente è casa Baganelli.

Anche oggi posso dire di essere soddisfatto, plurivincitore del ciard contest, ma fiducioso in un mezzo ancora più valido dopo l’upgrade, e della consapevolezza che ogni caduta insegna qualcosa… ancor di più se lascia il segno…

Ringrazio la Pieratta che per una volta ha messo da parte ogni timore e si è aggregato a questa pazza uscita… e… porca puttana domani mi vado a comprare quei cazzo di pantaloncini protettivi!!!!!!!!!!

Vita da m4m

The Fastest Engineer in the world

Pisa, otto maggio dell’ annus domini duemilaeotto, ore 08:45 circa:

Entro in uno dei palazzoni che ospitano le aule della facoltà di ingegneria, con la consapevolezza di non aver capito un cazzo della vita: ali di fighe mi circondano… Mai avrei pensato di trovare cotanta abbondanza femminile nella suddetta facoltà! Parlo un pò con il mio amico Fabio che è un abitueè del luogo, e non fà che confermare la mia tesi (che non ho capitouncazzodellavita ndr).

Ma comunque oggi le mie tesi non contano…

Ore 09:00 circa:

Non facciamo in tempo a finire di tappezzare di volantini tutta ingegneria che, girato l’angolo vediamo davanti all’aula magna un lungo figuro vestito a festa… è il Nostro che emozionato si districa fra le poche persone per adesso accorse; come dei bambini ci salutiamo e ci abbracciamo emozionati! Ed in quel momento mi viene da pensare che la vita è davvero strana… Cosa sta succedendo?! Tra me e me penso: “Ma la prima volta che l’ho visto è stato poco più di un anno fa, eppure mi sembra di conoscerlo da una vita!”

Tutto ciò mi sembra straordinariamente buffo, straordinariamente bello…

I minuti passano interminabili, fra un commento sui laureandi, un fotografo sugli scudi e dei professori che tardano ad arrivare… Ma quando la commissione entra nell’aula magna tutto tace improvvisamente. Il tempo di accomodarsi alla cattedra e si cominciano a snocciolare nomi e votazioni; una due tre persone… Ma la Pieratta quando arriva?

Dopo pochi minuti il grande momento: PIERATTINI GIANLUCA!

La voce indecifrabile del professore, un voto che si capisce solo perchè proiettato, le urla strozzate in gola dall’emozione degli amici… Un applauso scrosciante!

Ed il Sig. Gianluca Pierattini da Via S. Bottego diventa l’ Ing. Pierattonen, the fastest engineer in the world!

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Vita da m4m

Emozioni di un mezzo bitumaro

Lunedi pomeriggio libero… Strano, non capita molto spesso. Decido di impiegare al meglio il tempo a disposizione, decido di uscire di casa e godermi la luce del sole dopo la pioggia della mattinata; mi vesto con calma come al mio solito… Inforco la tanto infamata Scott da strada e dopo le prime pedalate sento già le gambe che fanno pierats pierats: sono proprio fuori allenamento, mi verrebbe già voglia di svoltare e tornare a casa. Dopo qualche chilometro prendo una decisione drastica… Monte di Massaciuccoli, senza se e senza ma! So che per molti potrà sembrare una specie di falsopiano, ma per la mia corporatura naturalmente avversa alle salite e per il mio allenamento, quella “vetta” è una piccola conquista. Dopo poche centinaia di metri di dislivello sono già in crisi… Penso che tra poco mi fermerò, le gambe mi fanno malissimo, l’acido lattico è in ogni muscolo, il cuore pompa a più non posso, l’ aria sembra che non ci sia; ma non mi voglio fermare, non mi voglio arrendere… Ripenso agli insegnamenti del Maestro di vita Fufi, ed invece di alleggerire la pedalata la indurisco, mi alzo sui pedali e spingo… Ogni pedalata è una coltellata nelle cosce… Ma non mi fermo, mi risiedo e mi rialzo; ogni momento è buono per fermarsi, ma non lo faccio. Immagino che ogni giro di pedale sia un gradino in meno da salire: la strada improvvisamente spiana ed il bosco lascia il posto al cielo sopra di me. Si riprende un pò fiato, poi un nuovo strappetto… Quando ormai stavo per scendere dalla bici, l’ ultima pettata mi si presenta davanti come uno Zoncolan, ma ormai sono arrivato, non posso mollare proprio adesso, non posso proprio… Quando la salita improvvisamente lascia il posto alla discesa la mia gioia diventa grande! Esulto da solo come un cretino… Ce l’ho fatta, sono stato grande, ho vinto la mia piccola sfida quotidiana…

Ed è per questo che da sempre amo la bici: perchè non è altro che una metafora della vita, ci sono discese, saliscendi, alti, bassi, e soprattutto salite durissime; le gambe fanno male, hai fame e sete, vorresti mollare tutto… Ma non lo fai… E quando si è in cima alla vetta, e comincia la discesa ti guardi alle spalle e sai che comunque sia… Hai vinto!

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Uscite

Mezzogiorno di Fuoco!

Nonostante le fatiche della sera precedente, dedicate per allestimento e (soprattutto) smantellamento della CenAfrica, i due amichetti Noise e Dix si ritrovano per la classica uscita domenicale.

Partiti con un ovvio ritardo, rispetto all’ottimistico orario fornito da Noise, i due decidono di soffrire nonostante l’ora tarda fatta la sera precedente e la levataccia… Lasciato il Defender gentilmente concesso da D. S. all’imbocco del madonnnnnnnina ed imbarcati tutti gli attrezzi, partono carichi (in tutti i sensi) alla conquista del Rasputin. La salita procede tutto sommato tranquilla, al contrario della discesa: Dix parte bello intimorito alla ruota del più esperto Noise, e si fa onore nel ripidone riuscendo a scavalcare alcuni passaggi tecnici buttandosi con coraggio… Tutto il contrario succede nella parte del toboga dove Noise scappa via senza problemi andando giù a cannone, mentre il povero Dix si trova in difficoltà ad affrontare per la prima volta questo tratto… Si riprenderà solo nella parte finale di toboga dove riesce ad aggredire i tornantini in rapida successione… Nel frattempo Noise si beve un caffè attendendo il compagno… Il numero uno di casa Mediaworld tira fuori il suo orgoglio ferito solo nell’ultimo tratto ove riesce a tenere la ruota di Noise, che infastidito, tenta di farlo fuori in due occasioni: la prima per la verità si trova divertito spettatore dell’errore di traiettoria di Dix, che si ritrova come a suo solito a “palle all’aria” stupidamente; la seconda si ferma tranquillamente dietro un roccione su cui Dix arriva bello sparato e riesce ad evitare il biker Specialized attaccandosi ai freni come una cozza allo scoglio. Fra un arrancamento e l’altro i due arrivano all’ auto dove si intrattengono con l’amico LdB fino a metà pomeriggio…

Tirando le somme, senza dubbio una grande prova per Noise che nonostante la stanchezza affronta con arroganza un sentiero molto tecnico, anche se deve prendere ancora un pò la mano su qualche passaggio… Per Dix invece arriva una insufficienza: nonostante l’attenuante della prima volta si dimostra troppo impacciato sul toboga… Per lui c’è ancora bisogno di molto allenamento.

Alla prossima!!!

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