Crazy Old Man Track
E’ una calda domenica di fine maggio quando Actarus, Desmond e la nuova leva, nonchè prossimo mad4candidate, Air France detto Franz, decidono di avventurarsi alla scoperta di un nuovo percorso. Uno sguardo alla cartina del Cai e via in macchina verso Gombitelli. Parcheggiamo poco sopra il mitico compagno di merende Cerù, re dell’insaccato, dove sembrava iniziare un percorso. Decidiamo di scendere di li sebbene non ci siano i tanto sperati segnali del Cai e una volta pronti si parte. Il sentiero è largo un metro, un tornante due tornanti e prendiamo velocità fino a che……ci ritroviamo spersi nel bosco fra le piane e i temuti rovi, vorremo proseguire ma le condizioni non sono per niente buone così si inizia faticosamente a risalire i ripidi gradoni. Già stremati e un pò incazzati ci ritroviamo di nuovo alla macchina, scendiamo fino a Cerù via bitume e iniziamo a guardare intorno a noi…c’è un imbocco un pò largo che però sembra andare in una buona direzione, non convinti, come di consueto, chiediamo ad anziano del posto:
Desmond:<<Scusi? Sa dove porta questo sentiero? Noi ne cerchiamo uno che porti vicino a Montemagno..>>
Old Man:<<Questo qui…porta a Nocchi..però è pericoloso..io lo facevo quendo ero ragazzo e porta a Nocchi, però è dura..state attenti che è pericoloso..per andare a Montemagno c’è la strada, se andate giù di li state attenti, poi non dite che vi c’ho mandato io..>>
Capendo che probabilmente a quel gentile signore gli era venuto a far visita quel noto signore tedesco amico degli over 80 (Alzheimer), ci fidiamo comunque della sue memorie di baldo giovane rampante che portava le donne a fare all’amore sotto gli ulivi, e ci buttiamo. La strada da larga si fa improvvisamente molto stretta e ci ritroviamo in mezzo agli ulivi, qualche tratto tecnico e pericoloso, un pò di rocce; contenti del percorso ma molto diffidenti sul fatto che avesse una via d’uscita ci ritroviamo su una piana in mezzo ad un uliveto dove a meno che non ci volessimo suicidare e scendere dritti per quei ripetuti drop dovevamo risalire l’intero sentiero a piedi..A questo punto, molto incazzati iniziamo a risalire fino a che arrivati quasi in cima capiamo di non aver seguito il sentiero giusto perchè ad un bivio anzichè fare un tornantone abbiamo tirato a dritto. Finalmente la traccia giusta!! Con prudenza e a volte senza, arriviamo incredibilmente a Nocchi su un single track veloce in mezzo alla vegetazione con un finale da brivido con una serie di tornati strettissimi dove Actarus mette in mostra le sue doti di leader mentre Desmond cerca di domare con fatica la nuova Stinky incalzato anche da Franz. Seguiamo la strada e ci ritroviamo magicamente in fondo al Magno dalla parte di Camaiore vicino allo Spietato, uno sguardo agli orologi e subito uno sguardo d’intesa…iniziamo a salire il monte a pedali: Franz parte in solitaria non accorgendosi che gli altri erano ancora fermi a sistemare le selle, ma poco prima della metà della salita viene risucchiato da un Actarus in versione Pantani con un Desmond staccato di una cinquantina di metri. Alla madonnina giunge quindi il super maestro che sul finale stacca anche il giovane Franz che ha un fisico più da velocista con un affaticato e rutteggiante Desmond che sopraggiunge con 2 minuti di ritardo (o più..). Fra riffe e raffe si giunge all’inizio della Fangaia dove le bocche assetate finiscono l’unica bottiglia d’acqua… Si inizia a scendere…..ma poco dopo sul SaliScendiScanzaEdEntraNelleMegaPozzanghere Desmond buca e il trenino della felicità è costretto a fermarsi. Riparato il tutto grazie alla superfornita Actarusofficina si inizia a fare sul serio…veloci e molto molto freeride si percorre la Fangaia in men che non si dica fra salti appoggi e derapate…Galvanizzati arriviamo al single track di Marignana dove Actarus viene eguagliato in quanto a velocità da Franz nel primo tratto con Desmond ancora alle prese con la lunghezza della Stinky che gli ha dato tregua solo sulla fangaia. All’inizio del ripidone si intravede il maestro che scende con la sua solita facilità e velocità che lo caratterizzano ed un Franz azzardone (difetto di famiglia) che si impunta nel tratto più facile prendendo il volo e andando poi a scorticarsi la schiena su un albero in versione guardrail. Tutto facile invece per Desmond che in questo tratto riprende la confidenza con la Kona e si lancia a tutta birra sul suo tracciato preferito. La discesa continua tutta d’un fiato con Actarus che riprende il largo e Desmond esaltato che vorrebbe superare un Franz sofferente. Alla fine della fiera, cari companjeros, il supermegagiro è stato tanta roba ed è da rifare assolutamente per una reunion!! (magari a ottobre…………)
28 Mag 2008 Desmond 3 comments
