Archive for April, 2008

Vita da m4m

Emozioni di un mezzo bitumaro

Lunedi pomeriggio libero… Strano, non capita molto spesso. Decido di impiegare al meglio il tempo a disposizione, decido di uscire di casa e godermi la luce del sole dopo la pioggia della mattinata; mi vesto con calma come al mio solito… Inforco la tanto infamata Scott da strada e dopo le prime pedalate sento già le gambe che fanno pierats pierats: sono proprio fuori allenamento, mi verrebbe già voglia di svoltare e tornare a casa. Dopo qualche chilometro prendo una decisione drastica… Monte di Massaciuccoli, senza se e senza ma! So che per molti potrà sembrare una specie di falsopiano, ma per la mia corporatura naturalmente avversa alle salite e per il mio allenamento, quella “vetta” è una piccola conquista. Dopo poche centinaia di metri di dislivello sono già in crisi… Penso che tra poco mi fermerò, le gambe mi fanno malissimo, l’acido lattico è in ogni muscolo, il cuore pompa a più non posso, l’ aria sembra che non ci sia; ma non mi voglio fermare, non mi voglio arrendere… Ripenso agli insegnamenti del Maestro di vita Fufi, ed invece di alleggerire la pedalata la indurisco, mi alzo sui pedali e spingo… Ogni pedalata è una coltellata nelle cosce… Ma non mi fermo, mi risiedo e mi rialzo; ogni momento è buono per fermarsi, ma non lo faccio. Immagino che ogni giro di pedale sia un gradino in meno da salire: la strada improvvisamente spiana ed il bosco lascia il posto al cielo sopra di me. Si riprende un pò fiato, poi un nuovo strappetto… Quando ormai stavo per scendere dalla bici, l’ ultima pettata mi si presenta davanti come uno Zoncolan, ma ormai sono arrivato, non posso mollare proprio adesso, non posso proprio… Quando la salita improvvisamente lascia il posto alla discesa la mia gioia diventa grande! Esulto da solo come un cretino… Ce l’ho fatta, sono stato grande, ho vinto la mia piccola sfida quotidiana…

Ed è per questo che da sempre amo la bici: perchè non è altro che una metafora della vita, ci sono discese, saliscendi, alti, bassi, e soprattutto salite durissime; le gambe fanno male, hai fame e sete, vorresti mollare tutto… Ma non lo fai… E quando si è in cima alla vetta, e comincia la discesa ti guardi alle spalle e sai che comunque sia… Hai vinto!

img001.jpg

Vita da m4m

Pedona…il mito non muore!!!

Ragazzi quello che sto per dirvi non è l’ennesimo necrologio su Pedona… in verità vi dico che Pedona è una fenice… si rigenera dal suo fango! Ma andiamo per gradi, vi racconto come sono andate le cose! Dato che tutti i miei amici la scorsa settimana si sono fatti prendere dalla voglia matta di MTB, per non sentirmi diverso ho deciso di farmi anche io un’uscita in solitaria veloce veloce tanto per muovermi un po’! Così ho rispolverato la mitica 5.xc, ho montato il contachilometri e, senza dire nulla a quei due prosciutti che hanno trovato alloggio nelle mie cosce e al lardo che ormai ha finito di pagare il mutuo dell’appartamentino al piano pancia, ho inforcato il mezzo minore e sono partito alla volta di Camaiore. L’obiettivo era chiaro: farla pagare ai kg in eccesso e soprattutto indagare di persona sul caso “Pedona”. Con la fida Handshake’s Coolpix nello zainetto b’twin, il grande Pierats Poirot ha affrontato a ritmo sostenuto il bitume che lo separava da Camaiore! Giunto in prossimità dell’ex percorso di Pedona DH, sono apparse evidenti le reazioni che gli aborigeni hanno avuto nei confronti di questo scempio! Le fotografie testimoniano le scritte minacciose lasciate da tinte tribali sulle attrezzature! Mentre P. Poirot era intento ad arricchire il suo fascicolo di fotografie, è sopraggiunto un aborigeno motorizzato. Rispolverando un camaioreses arcaicus il nostro investigatore è riuscito a comunicare con questo individuo primitivo e a raccogliere maggiori informazioni sullo scopo di questi lavori. Secondo l’individuo si tratterebbe dell’ennesimo tentativo di rendere più agibile il percorso ai pedoni che si rivelerà, come nei tentativi precedenti, un flop e la natura con il suo corso riporterà il percorso nelle vecchie condizioni. Senza importunare ulteriormente il tipo motorizzato, P.P. ha risalito a piedi l’ultimo tratto della freeride zone e un miracolo gli si è presentato davanti! Come per magia il percorso è stato trasformato in un perfetto sentiero da 4X! La pioggia ha completato alla perfezione il lavoro impostato dalle ruspe, ora il terreno è perfettamente compatto e battuto,senza rocce e soprattutto sfruttabile in tutta la sua larghezza!!! Dalle varie foto si può notare la perfezione del lavoro che è stato fatto. Dopo aver scattato le ultime foto, Pierats Poirot, preso da un’incredibile gioia (non pensava che le sue indagini potessero dare risultati così positivi) si dimentica di essere minore munito e in sella alla sua fida rr ripercorre a tutta birra senza freni e praticamente senza escursione anteriore l’ultimo tratto del percorso (sembra che il contachilometri segnasse 38km/h)!!! Tutto felice se ne torna a casa e mi lascia tutto il materiale raccolto che ora vi allego all’articolo! Prima però di postarvi tutte le foto, lasciatemi proporre per questo fine settimana un ritrovo dei mad4mud al completo sul NUOVO PERCORSO DI PEDONA4X!!!
dscn2815.JPG dscn2816.JPG dscn2818.JPG dscn2820.JPG dscn2821.JPG dscn2822.JPG dscn2825.JPG

Uscite

Mezzogiorno di Fuoco!

Nonostante le fatiche della sera precedente, dedicate per allestimento e (soprattutto) smantellamento della CenAfrica, i due amichetti Noise e Dix si ritrovano per la classica uscita domenicale.

Partiti con un ovvio ritardo, rispetto all’ottimistico orario fornito da Noise, i due decidono di soffrire nonostante l’ora tarda fatta la sera precedente e la levataccia… Lasciato il Defender gentilmente concesso da D. S. all’imbocco del madonnnnnnnina ed imbarcati tutti gli attrezzi, partono carichi (in tutti i sensi) alla conquista del Rasputin. La salita procede tutto sommato tranquilla, al contrario della discesa: Dix parte bello intimorito alla ruota del più esperto Noise, e si fa onore nel ripidone riuscendo a scavalcare alcuni passaggi tecnici buttandosi con coraggio… Tutto il contrario succede nella parte del toboga dove Noise scappa via senza problemi andando giù a cannone, mentre il povero Dix si trova in difficoltà ad affrontare per la prima volta questo tratto… Si riprenderà solo nella parte finale di toboga dove riesce ad aggredire i tornantini in rapida successione… Nel frattempo Noise si beve un caffè attendendo il compagno… Il numero uno di casa Mediaworld tira fuori il suo orgoglio ferito solo nell’ultimo tratto ove riesce a tenere la ruota di Noise, che infastidito, tenta di farlo fuori in due occasioni: la prima per la verità si trova divertito spettatore dell’errore di traiettoria di Dix, che si ritrova come a suo solito a “palle all’aria” stupidamente; la seconda si ferma tranquillamente dietro un roccione su cui Dix arriva bello sparato e riesce ad evitare il biker Specialized attaccandosi ai freni come una cozza allo scoglio. Fra un arrancamento e l’altro i due arrivano all’ auto dove si intrattengono con l’amico LdB fino a metà pomeriggio…

Tirando le somme, senza dubbio una grande prova per Noise che nonostante la stanchezza affronta con arroganza un sentiero molto tecnico, anche se deve prendere ancora un pò la mano su qualche passaggio… Per Dix invece arriva una insufficienza: nonostante l’attenuante della prima volta si dimostra troppo impacciato sul toboga… Per lui c’è ancora bisogno di molto allenamento.

Alla prossima!!!

img_3901.JPG img_3909.JPG img_3914.JPG

Uscite, Vita da m4m

Lost in Casoli

E’ Sabato pomeriggio, Desmond e Actarus decidono di andare a fare un’uscitina senza però aver deciso dove…poco prima della partenza si aggrega anche mastro-jumper Francè e il simpatico gruppo della scuola del Lido si appropinqua sulle colline Camaioresi. Lasciata la Mad4Corsa di france al mulino della Candalla carichiamo le 3 biciclette sulla Actarus-machine e pigiati come non mai con il freno a mano fra Scilla e Cariddi si giunge in vetta..L’unico ad aver fatto questo sentiero era mastro Actarus che già dall’inizio mostra non poche perplessità sull’imbocco del sentiero e sulla strada da seguire..Risultato: in men che non si dica Actarus sbaglia non una non due ma tre volte la strada da prendere giustificandosi con un << Io mi ricordo solo la scalinata all’inizio>>…che fra l’altro non c’era..Alla fin della fiera si trova per puro caso l’imbocco del sentiero ormai stremati dai molti metri di dislivello fatti in salita a piedi maledicendo mastro Actarus..Maledizione che si presenta poco dopo l’inizio della discesa quando Actarus preso dall’adrenalina in corpo si lancia sfrecciando sulle rocce..ma sfrecciando un pò troppo…..infatti lo ritroviamo steso 20 m dopo ma per fortuna senza conseguenze..La discesa prosegue tranquilla nonostante la caduta del “Maestro” la Ellsworth di Francè che non frena e il sempremancante polpastrello del giovane Desmond. Giunti in fondo e dopo una piccola sosta al mulino ripartono verso Marignana ma è nel tratto meccanizzato che siamo costretti ad ammettere di aver perso Francè per la via..Ritrovatoposiamo la macchina e si riparte in direzione Bargecchia da dove parte il sentiero. Da subito si denota entusiasmo per questo magnifico sigle track infatti i tre sfrecciano come non mai sulle curve in appoggio del tratto veloce e giunti al tratto ripido e molto tecnico si lanciano sprezzanti..Risultato: Actarus fila tranquillo come sempre o quasi..Francè scende cauto e finito ormai il tratto pendente gli esce la catena e scivola con l’anteriore su una roccia viscida prima di un droppettino ritrovandosi con il culo in terra..Desmond inizia cauto ma ci prende immediatamente gusto ed inizia ad urlare galvanizzato come sempre, scende bene alla ruota di francè e si gusta la scivolata del fratello davanti a se. La discesa prosegue con eccitazione saltellando in qua e la su qualsiasi cosa potesse fare staccare le ruote da terra..giunti alla macchina ci accorgiamo che la mad4corsa di Francè è si spaziosa ma non troppo..Fra moccoli come la rena e la frase ricorrente <<Ricordiamoci che la macchina è nuova>>riusciamo a caricare tutto quand’ecco che unaltro problema sorge..Desmond e Actarus non riescono a entrare!!Decidono poi in una soluzione scomoda ed estremamente equivoca..Desmond sotto e Actarus sopra con la testa sul cruscotto in stile scena hard..scena talmente indecente da provocare le risate di qualsiasi persona di qualsiasi età ci vedesse..La prossima volta opteremo per un pulmino…SPERO

Uscite

Esplorazioni solitarie sotto il temporale

Ore 18 e 30. Finalmente mi decido. E’ troppo tempo che non prendo il P.3, anche per un semplicissimo giretto. Sistemo i pedali, una gonfiatina alle gomme, mi metto un paio di jeans “da guerra” e la maglia da mountain bike. Alle 19 si parte con lo zaino in spalla pieno con tutto il necessario, pronto ad ogni evenienza, visto che le nuvole che mi sovrastano non promettono nulla di buono. Originariamente in programma nella mia testa c’era solamente un giretto in piano per sgranchire un pò le gambe, ma poi la mia ineguagliabile capacità di mettermi nei guai mi ha fatto optare per l’esplorazione che da tanto tempo avevo in mente. Così pedalo e mi allontano un pò rispetto al mio percorso iniziale, arrivo ai piedi della salitella e sento le prime gocce che mi cadono addosso. Penso fra me, o torni a casa o continui, ma ormai ero li, mezzo bagnato, sotto la pioggia che piano piano stava diventando un temporale. Continuo a salire, molto lentamente, senza fiato, sento i primi tuoni e le nuvole nere fanno si che la luce del tramonto sia ancora più fioca. Ad un certo punto vedo alla mia sinistra l’imbocco di un sentiero, mai fatto e che non so come sia e dove mi potrebbe portare. Lo imbocco un pò incoscientemente, ma dovevo iniziare a scendere visti i fulmini e la pioggia che non accennava a diminuire. Il sentiero parte in piano, vedo le tracce delle ruote tacchettate delle moto da enduro e il fango già dopo qualche metro inizia ad andarmi sul viso. Inizia a scendere, bello stretto, un bel singletrack veloce, purtroppo viscidissimo. Cerco di immaginarmelo asciutto. Intanto in mezzo al bosco la luce si fa sempre meno intensa. Scendo bene, controllo della bici, frenando solo con il freno dietro e lasciando correre. Un bel sentierino, niente male, corto corto, che per un giretto da neanche un’ora, come oggi, va più che bene. Trovo una pettatina corta corta ma difficile da fare oggi con la pioggia, scavata moltissimo dalle moto. Scendo e cerco di rimanere in piedi con le mie scarpe da skate nel fango più argilloso e viscido. Riesco a superare indenne anche questo ostacolo, mentre l’acqua e il temporale non accennano ad andarsene. Il sentiero mi conduce ad una strada sterrata larga una macchina, piena di pozzangheroni che era impossibile aggirare. Entro nel primo, la ruota anteriore mi affonda fino al mozzo ed oltre e sento che  il piede diventa subito freddo. Era mezzo. Un urlo alla Homer Simpson dentro di me: “D’OH!!!”. Dai continuiamo, ormai sono mezzo, pieno di fango e la pioggia continua a cadere incessante. Finalmente riconosco dove sono, pedalo, pedalo forte. Raggiungo l’asfalto, super sorridente. Il fango e l’acqua sul viso mi fanno piacere come non mai. E’ bello pedalare sotto l’acqua, specialmente se forte come quella di oggi. Sono arrivato a casa che ormai era buio, una doccia bollente, dei vestiti asciutti e una bistecca. Che goduria!

« Prev - Next »